Notiziario  Indipendente  fondato  nel  1965    -    Direttore:  Attilio  Lucchese    -   Reg.  Tribunale  di  Roma n. 145/03    -   Anno  XLVII 


SMARRIMENTO NEI PARTITI. GRAVE DEFICIT DI LEADERSHIP.
Si avverte con chiarezza lo smarrimento dei partiti italiani. Essi pagano lo scotto per la mancanza di generosità e di lungimiranza che li ha indotti a consegnare la soluzione della crisi in mani altrui, dimenticando che era loro compito pilotarla. Ma Berlusconi era ormai all'angolo, stremato dalla canea mediatica e dai propri errori di condotta, mentre la sinistra, accecata dall'odio verso il Cavaliere, era disposta a pagare qualunque dazio pur di eliminarlo. Il prezzo di questo scenario è stato alto.
Si è infatti avallata la convinzione che stia nei partiti (tutti i partiti) e nella politica (confondendo quella buona con quella cattiva) l'unica fonte della gravissima malattia del paese. Si sono fatti salvi tutti gli altri attori che hanno popolato per tanti anni la scena: banche, eurocrazia, sindacati, forze imprenditoriali, circuiti mediatici, grande stampa e così via. » SEGUE





Il Pdl punito dagli elettori per l'appoggio al governo delle tasse
Gli elettori ex Pdl hanno disertato le urne, non sono andati a votare per protesta contro il partito di Berlusconi che ha dato il sostegno al peggiore dei governi della Repubblica, il governo Monti, che non ha tagliato minimamente lo spreco del pubblico denaro ed ha varato imposte distruttive per l'economia nazionale e per le famiglie.

Almeno dimezzare da subito l'infausta imposta sulla casa
Disorientamento, avvilimento e depressione in tutte le famiglie per la infausta imposta sulla prima casa.

Il governo delle tasse invece di sopprimere gli enti nomina i nuovi vertici
Il Governo Monti, governo delle tasse, invece di sopprimere gli enti vari ne nomina i nuovi vertici: presidenti, consiglieri, direttori generali.

Il Governo vara il decreto per continuare a dare soldi ai giornali
Il governo delle tasse è sensibile alla richiesta degli editori dei giornali (anche se gruppi finanziari, economici, industriali) e vara un decreto per erogare nuovi soldi.

Appare squallida la manovra sul finanziamento pubblico ai partiti
I partiti ritengono di calmare la protesta popolare diminuendo il contributo pubblico ai partiti. Non hanno capito nulla.
Non può essere ammissibile un contributo di somme di denaro ai partiti senza un minimo di rendiconto delle effettive spese effettuate.

E' rifiorito il sistema delle tangenti e delle bustarelle
Dopo la stagione di mani pulite, che ha cancellato un'intera classe politica, il sistema delle tangenti e delle bustarelle estorte anche dai pubblici ufficiali, come si può apprendere ogni giorno dalle cronache giudiziarie, è rifiorito con maggior virulenza e voracità, sia nelle aziende pubbliche o partecipate dallo Stato, che nelle pubbliche amministrazioni e perfino nei corpi di Polizia municipale.

La fine del partito di Fini
Negli ambienti politici si discute molto sui risultati elettorali e sulla figuraccia del partito di Fini, praticamente snobbato dagli elettori.

La finta diminuzione delle auto blu
Ormai nessuno crede più nelle promesse di dimezzamento delle auto blu, che continuano a circolare liberamente ed anche per scopi personali.
Non si capisce perchè in Italia debbano avere l'auto blu anche ex esponenti di passati governi o ex presidenti di Corte costituzionale o Consiglio superiore della magistratura, ex presidenti di Camera e Senato.

Ma quanti sprechi di pubblico denaro. Nessuno osa moralizzare la spesa pubblica
Il debito pubblico aumenta mese dopo mese, ma nessuno osa bloccare questo fiume di denaro che scorre. Trattasi di spese superflue, di acquisti non necessari e spesso operati al prezzo più alto. Un sistema di fare orrendo. » SEGUE



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LOMBARDO TESSE LA TELA DI PENELOPE
Raffaele Lombardo -dicono i maligni- tesse costantemente la tela di Penelope. Egli, con grande disinvoltura, disfà la notte quel che ha preparato e annunziato al mattino.
Così' tutti coloro che si attendevano le dimissioni e l'avvio della campagna elettorale, hanno invece ricevuto l'avviso che -subito dopo i ballottaggi- arriverà (udite ! udite!) un rimpasto di governo. Secondo l'annunzio dato dall'immaginifico governatore dovrebbero entrare in giunta i rappresentanti della politica attiva ed uscir fuori i cosiddetti tecnici.
Via, dunque, Armao (per il quale si è già trovata la poltrona adatta, ossia la presidenza dell'Irfis), Di Betta, Chinnici, mentre resta in dubbio la posizione dei due Russo e dell'ex prefetto Marino.
In buona sostanza il presidente della Regione cerca di tenere unito il fronte che lo ha da sempre sostenuto (Mpa, Mps, Fli e Api) e mette con le spalle al muro i democratici, cui spetterà di decidere tra il passaggio all'opposizione e l'ingresso a pieno titolo nella compagine di governo. Ciò comporterà uno scontro definitivo tra Cracolici e Lupo poiché non saranno possibili soluzioni intermedie. Probabilmente interverrà personalmente Bersani, e forse da Roma verrà il dicktat ultimo. » SEGUE