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QUADRO POLITICO CONFUSO E IRTO DI PERICOLI
I mastini che hanno spinto Silvio Berlusconi a rompere clamorosamente con Gianfranco Fini, adesso professano un tono dubbioso e paventano rischi che avrebbero fatto meglio a delineare, con onestà intellettuale, prima che la irrimediabile spaccatura si verificasse. Il titolo di sabato scorso del “Giornale” si pensava dovesse essere di osanna per aver finalmente il Cavaliere ceduto all’idea di cacciar fuori dal Pdl il presidente della Camera. Invece abbiamo letto, sorpresi, su nove colonne, quanto segue: “Fini, il pericolo è la sua vendetta”. Una vendetta da gustare fredda, quasi sicuramente, ma purtroppo anche una vendetta che si sarebbe dovuta mettere nel conto. In realtà tutti coloro che lavoravano appassionatamente per la rottura erano convinti che l’ex presidente di An non avrebbe raccolto più di 23|24 deputati e 6|7 senatori. Calcoli sbagliati. Sbagliati fino al punto che –alla Camera- il premier non ha più la maggioranza aritmetica (l’asticella della maggioranza è al di sotto di quota 316, ossia della quota di sicurezza). E’ impensabile –l’esperienza del governo Prodi insegni- che si possa andare avanti con numeri così risicati, mentre tutto lascia credere che, alla prima buona occasione, Fini lancerà il siluro decisivo, forse di potenza letale.
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Presidente Rai critica Minzolini, ma non ha mai parlato sulle trasmissioni tipo Annozero Il presidente della Rai, Garimbetti, critica sovente Minzolini per la conduzione del Tg1, ma non risulta che sia mai intervenuto su trasmissioni tipo Annozero ed altre. Non si capisce quale sia la colpa di Minzolini, che non insulta nessuno, dà spazio a tutti ed appare moderato.
Rispolverato il “processo breve” era in un binario morto” Il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, ha chiesto che il ddl sul processo breve venga messo subito nel calendario della commissione per i primi giorni di settembre. La richiesta è avvenuta durante l'ufficio di presidenza della commissione Giustizia della Camera.
La parola alle urne Non è certamente tollerabile che di fronte a quanto si è verificato all’interno del Pdl, dove una pattuglia di deputati ha formato un nuovo gruppo parlamentare, quindi un nuovo partito, non si dia la parola agli elettori. Quanti sono andati via dal Pdl, secondo ambienti Msi-An, non hanno seguito, non può reggere un confronto con La Russa, Gasparri, Alemanno, Matteoli e tanti altri. Sarebbe giusto ed opportuno che si sciogliessero le Camere, dando ai cittadini la possibilità di decidere a chi accordare la fiducia.
Le spese della Regione Puglia sotto osservazione Mentre il presidente della Regione Puglia, Vendola, si vuole candidare a Premier per il centro-sinistra, giungono notizie terrificanti sulle spese della sua Regione. II Governatore viene posto sotto accusa per le spese della Regione, non solo consulenze, ma una terrificante spesa sanitaria. Addirittura vi è chi sostiene che la regione avrebbe speso soldi per la cooperazione internazionale e per la pace, per la salute nei distretti della Cisgiordania, per l’emergenza umanitaria nella striscia di Gaza, per l’attraversamento pedonale in Kenia, per strutture sportive nel Libano ed ancora soldi per popolazioni indigene del Nukak. » SEGUE
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SICILIA. IMBARAZZANTE CONFRONTOTRA GIANFRANCO MICCICHE’ E I FINIANI La rottura romana tra Berlusconi e il presidente della Camera ha generato un imbarazzante confronto, in Sicilia, tra Gianfranco Miccichè e i fedelissimi di Fini schierati in difesa di Lombardo. E’ infatti noto che il sottosegretario non ha mai rotto il cordone ombelicale che lo lega al presidente del Consiglio, verso il quale, anzi, professa, in tutte le occasioni, sentimenti di fedeltà, di condivisione e di amicizia. Gli sarà assai difficile, tuttavia, spiegare al premier come mai tenga salda, a Palazzo dei Normanni, l’alleanza con gli uomini di “Futuro e Libertà” nonostante questi ultimi attentino alla base stessa del governo nazionale. E’ ben vero che nell’Isola le alchimie politiche sono state sempre di casa, giustificate –Milazzo insegna- con le più svariate elucubrazioni concettuali, ma, nell’occasione presente, l’esercizio di alto equilibrismo sembra più difficile del consueto.
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